La migliore cosa contro la tristezza

Limbo

Gironzolando in Internet ho trovato questa bella citazione da "The Once and Future King" di T. H. White, che narra le avventure di Re Artù e dei suoi cavalieri ("Re in Eterno" il titolo italiano).
Eccola. È Mago Merlino che parla:

"The best thing for being sad," replied Merlin, beginning to puff and blow, "is to learn something. That's the only thing that never fails. You may grow old and trembling in your anatomies, you may lie awake at night listening to the disorder of your veins, you may miss your only love, you may see the world about you devastated by evil lunatics, or know your honour trampled in the sewers of baser minds. There is only one thing for it then - to learn.
Learn why the world wags and what wags it. That is the only thing which the mind can never exhaust, never alienate, never be tortured by, never fear or distrust, and never dream of regretting. Learning is the only thing for you. Look what a lot of things there are to learn."

Per chi mastica poco inglese, in italiano dice pressappoco così (attenzione, non sono un interprete di mestiere):

"La cosa migliore da fare quando si è tristi", replicò Merlino, cominciando a soffiare e sbuffare , "è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai. Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili. C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare.
Impara perchè il mondo si muove, e cosa lo muove. Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te. Guarda quante cose ci sono da imparare."

Chissà se le cose non ci andrebbero meglio se seguissimo questo consiglio di Merlino, e imparassimo ogni giorno qualcosa di nuovo...

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commenti

ritratto di Anonimo

I fatti o le persone?

Cosa sconvolge di più l'uomo, gli cambia la vita e ne orienta la strada? Non i fatti ma le Persone che si incontrano sconvolgono la nostra vita! E se ogni giorno decidessimo di imaparare tutti una cosa nuova e di incontrare una persona faccia a faccia e, invece di raccontargli subito la nostra scoperta, la stessimo ad ascoltare e, solo poi, condividessimo ciò che sappiamo?
L'evento è sempre un incontro con l'Altro, diverso da me.
Chi sconvolge l'interlocutore di merlino se non merlino stesso?

ritratto di gerlos

Re: I fatti o le persone?

Non sono sicuro che abbia senso chiedersi "cosa mi sconvolge di più", se i fatti o le persone... insomma, le sensibilità sono diverse, e anche i nostri occhi e le nostre orecchie, sono diversi da persona a persona, e sono diversi anche in momenti diversi della vista della stessa persona.

La nostra sensibilità cambia, si trasforma, si evolve, e alla fine, che ce ne rendiamo conto o no, siamo noi a decidere quel che ci attrae piuttosto che quel che ci sconvolge. A me capita spesso: guardo e riguardo, uso e riuso una certa idea o magari una certa equazione, e poi improvvisamente si accende qualcosa e "scopro" qualcosa di nuovo, qualcosa che non credevo esserci.
Un fenomeno fisico imprevisto, un'interpretazione inattesa, un collegamento insolito.

E sì, è importante stare con occhi e orecchie aperte per accorgersi di queste cose nuove. Ma queste scoperte accadono anche quando ci apriamo, e raccontiamo e condividiamo qualcosa. Probabilmente c'è del vero in quel che diceva un tale: "...Noi insegniamo quel che abbiamo bisogno di imparare..."

Non credo di aver capito le ultime due righe del tuo commento, che mi sembrano contraddirsi: se è l'incontro con l'"altro" a sconvolgere, che senso ha la considerazione successiva, per cui siamo noi stessi a "sconvolgere" noi stessi?

(tutte queste considerazioni filosofiche mi stanno facendo fondere il cervello, meglio che accendo l'aria condizionata!)

ritratto di Francesca

Io le ultime due righe del

Io le ultime due righe del primo commento le interpreto così:
vero è che l'incontro con l'altro ci sconvolge la vita ma questo perchè attraverso l'altro noi scopriamo noi stessi...
l'altro è specchio di noi stessi, in amicizia come in amore. Ha ragione Fabio Volo quando dice: "Ti amo non per quel che sei ma per come sono io quando sono con te".
Forse riuscissimo a vedere l'altro sotto questa prospettiva saremmo tutti migliori!!

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