Ho conosciuto un astrologo

Astronomia Limbo

L'altra sera degli amici, pensando che dall'incontro sarebbero scoccate faville, mi hanno presentato un tipo che si è definito un appassionato di astrologia. La cosa mi ha fatto accendere una lampadina in testa: in tanti anni, anche facendo divulgazione di astronomia con il pubblico più variegato, non mi era mai capitato di incontrare una persona che si dichiarasse esplicitamente "appassionata di astrologia".

Insomma: spesso viene gente che confonde astronomia con astrologia, che ci mette in imbarazzo chiedendo cose strampalate tipo "ma lei sa se gli Arieti sono compatibili con i Tori?" (e vi assicuro, certe volte volte mi vengono brutte risposte, tipo "certo, entrambi sono cornuti!"), e altrettanto spesso incontriamo gente che crede in oroscopi, profezie, ufologi e quant'altro, ma mai (MAI) nessuno che sia veramente informato sull'astrologia, mai nessuno che abbia letto qualcosa o si sia informato in proposito.

È dunque sorprendente quanta gente creda (perché tanti dicono di crederci!) a qualcosa di cui ha una conoscenza appena superficiale. Non sentono il bisogno di capir meglio, di sapere di più? Boh!

In questa prospettiva, la situazione dell'astrofilia appare stranamente rosea: in giro ci sarebbero più appassionati di scienza e di astronomia che di astrologia! Paradossalmente, dunque con così tanti appassionati, sarebbe più facile far conoscere l'astronomia e la scienza in generale che non l'astrologia!
Ma in concreto non è così: cos'è allora che non va?

Il problema allora è forse tra tutta quella gente che crede (e vuole credere) senza pensare, senza coltivare il più piccolo dubbio, senza capire?
Potrebbe essere: non è infinitamente più semplice e meno faticoso credere, aver fede in qualcosa (che importa capire cosa?) che non coltivare dubbi, pensare, riflettere, mettere in relazione, capire?

Ed è inutile che uno sta a spiegargli che non è il Sole che gira intorno alla Terra, che lo Zodiaco non è altro che un calendario basato sulle stelle, o che i pianeti sono enormemente distanti perché la loro posizione relativa abbia qualche effetto (gravitazionale) sulla Terra (almeno a breve termine). E non è sempre una questione di ignoranza.
Il meglio che di solito fa questa gente che non ha imparato a pensare e capire (e che infatti confonde spesso il capire con il memorizzare) è sostituire una credenza con un'altra.

L'unica è forse provare a far loro fare esperienza delle cose della Natura...

Ma sono stato troppo cattivo... scriviamo qualcosa di positivo!

Dicevo all'inizio di questo articolo che ho conosciuto un appassionato di astrologia (d'ora in poi, e solo per brevità, lo chiamerò "l'astrologo", spero non si offenda). Non è stato solo un incontro inaspettato, ma è stato anche piuttosto interessante. Il suo esordio "l'astrologia non ha nulla di scientifico" ha sedato fin dal principio ogni mio spirito guerresco.

Il suo seguito, "l'astrologia non è in competizione con la scienza, ci mancherebbe, con tutto quel che ha fatto la scienza finora non ha senso dubitare della scienza... astrologia e scienza si occupano di cose diverse, che senso ha metterle a confronto?" ha confermato che avevo davanti non un fanatico di mentalità chiusa, ma una persona di buon senso (o almeno, una persona sveglia e molto astuta), con cui poter avere una discussione interessante.

In sintesi, quel che affermava l'astrologo era che l'astrologia in quanto tale non è altro che una forma di cultura, non scientifica (e dunque non verificabile né falsificabile, aggiungo io), che è stata tramandata per alcuni secoli. Aggiungeva inoltre che è vero che si parla di costellazioni e pianeti, e che si prendono (a prestito) effemeridi dall'astronomia, ma gli oggetti celesti sono solo simboli per trattare il vero oggetto dell'astrologia, che sarebbe l'essere umano, la persona.
Alla mia domanda se le stelle fossero fondamentali per l'astrologia, lui ha ribadito che sono solo simboli, e in modo analogo si sarebbe forse potuta costruire un'astrologia basata sugli alberi piuttosto che sulle stelle, visto che scopo del simbolo è solo aiutare la descrizione dell'oggetto principale di cui parlavamo prima.

A questo ha aggiunto inoltre che l'astrologia non prevede, né può prevedere il futuro, ma dà solo indicazioni riguardo a possibilità, nonostante molti (imbroglioni e ciarlatani) affermino il contrario (anche se su questi punti non sono sicuro di aver capito bene).
Insomma, l'astrologo non ti può dire se ti ammalerai o se guarirai (e dunque non ha responsabilità in questi campi, mi viene da pensare), non più di quanto te lo possa dire il poeta o il filosofo, sempre per rimanere in ambito di "cultura" (qualcuno starà pensando che maltratto la parola cultura... abbiate pazienza con me!).

Davanti a questa rappresentazione dell'astrologia, come una forma di cultura non scientifica, simile alla mitologia, alle leggende, o alle filosofie, chiaramente non c'è alcuna ragione di contrapposizione, e io stesso dopo averla ascoltata non mi sento neanche di condannare l'astrologia come qualcosa di negativo, non più di quanto sia da condannare il mito di Prometeo o la filosofia di Aristotele, piuttosto che il Buddismo.
Possiamo pensare di considerare tutte queste cose come forme di cultura, che ci dicono qualcosa sull'Uomo e sull'Umanità, e probabilmente non ci sbaglieremmo.
Non mi è chiaro cosa ci dica l'astrologia, ma è forse per mia ignoranza.

Ma quanta gente considera l'astrologia in questo modo? Quanti sono in grado di distinguere il simbolo, l'indicazione, la possibilità dai fatti concreti?
Penso alla gente che semplicemente crede senza capire, di cui parlavamo prima. È una buona idea esporli a queste nozioni senza alcuna preparazione, senza che prima siano un po' smaliziati?

Ci sono altre cose che dopo la conversazione mi sono rimaste poco chiare, o mi hanno lasciato perplesso.

Ad esempio, non mi spiego perché, essendo costellazioni, stelle e pianeti solo simboli, sia rilevante tracciare il Tema di Nascita (una descrizione delle posizioni dei pianeti in cielo al momento della nascita di una persona). Tanto più che l'astrologo, che era a conoscenza della precessione degli equinozi, mi ha ribadito lo scollamento tra astronomia e astrologia.

Un'altra cosa che non ho capito, è quando mi sono sentito dire frasi tipo "... si è visto che in molti casi gli Arieti soffrono di mal di testa...": mi viene da pensare che qualcuno abbia fatto una statistica e abbia trovato una correlazione significativa tra segno (data di nascita) e disturbo.
Alla mia richiesta di chiarimento mi è stato ribadito invece che l'astrologia non è scientifica (se ho capito bene). Ma la statistica è scientifica, e dunque l'affermazione precedente sugli Arieti potrebbe essere concretamente verificata, preso un campione sufficientemente numeroso e variegato.

Mi ha anche lasciato perplesso la risposta alla mia domanda, se allora queste caratteristiche indicate dall'astrologia non potessero essere messe in relazione con la stagione dell'anno di nascita piuttosto che con il segno zodiacale. Sembra però che la cosa rilevante per loro rimanga il segno, e non la stagione (ma perché?).

Mi ha sorpreso invece il fatto che l'astrologo dicesse di non aver mai visto ad occhio nudo Giove o Saturno.

Insomma, per quanto io possa considerare l'astrologia una forma di cultura, sono ancora lontano dal considerarla "vera". Probabilmente ho una mentalità troppo "scientifica". Ho comunque considerato degno di stima il modo in cui l'astrologo valorizzava la materia mettendola in discussione, senza però cercare di convincermi di nulla. Bisogna essere in gamba per impostare un discorso in questo modo.

In conclusione, sotto qualche aspetto io ho rivalutato la questione.
Mi fa piacere aggiungere anche che l'astrologo ha espresso interesse e curiosità verso i fatti del Cielo... possibile che stia nascendo un nuovo astrofilo? ;-)

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