Di tanto in tanto mi piace sfogliare casualmente i volumi de "La fisica di Feynman", giusto per rinfrescarmi la memoria su vari argomenti, stimolare la mia curiosità e divertirmi un po'.
Oggi sono capitato nel terzo capitolo, ed in una nota ho trovato alcune considerazioni che vorrei condividere con voi.
Il tema è il solito contrasto (che non c'è) denunciato da chi non è appassionato di scienza, che lamenta che la visione scientifica svuota di poesia le cose della Natura.
Brillante come sempre, il professor Feynman mostra invece che conoscere meglio qualcosa non rende più povera la nostra visione della realtà, ma piuttosto la arricchisce di meraviglia, stupore e fascino, che altrimenti non saremmo in grado di provare.
Ecco dunque le parole del prof Feynman:
[...] "Le stelle sono fatte degli stessi atomi della terra". Io solitamente scelgo un piccolo argomento come questo per fare una lezione. I poeti dicono che la scienza distrugge la bellezza delle stelle - meri globi di gas. Ma non c'è niente di "mero".
Una mia considerazione, personalissima e discutibilissima: è pur vero che per apprezzare la Natura con gli occhi della scienza ci vuole un palato più fine, una mente aperta e allenata, che sappia vedere forme di bellezza più sottili ed eleganti... chi ha sviluppato questa sensibilità?
E voi che ne pensate?
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