In una conversazione un amico mi fa riferimento allo standard ISO 9001 sull'organizzazione e sulla qualità delle aziende. È così bravo che la sua descrizione mi incuriosisce, e finisce che mi metto a chiedere a google dove potrei leggere questa norma, che, come dice il nome, è uno standard internazionale.
Dapprima approdo su una delle sempre utili pagine di Wikipedia, e poi, com'è naturale, finisco sul sito web dell'Ente Nazionale Italiano di Unificazione e sul sito web dell'International Organization for Standardization.
Senza troppa fatica trovo quel che cerco, e sul più bello scopro che... è a pagamento!!! :-(
A volte mi sento una mosca bianca: sono il solo a pensare che uno standard, qualcosa che dovrebbe essere adottato da tutti per farci lavorare in modo più efficiente e comodo, non dovrebbe essere a pagamento, ma dovrebbe essere liberamente accessibile a chiunque?
Onestamente, trovo piuttosto contraddittorio che sia necessario pagare per conoscere uno standard a cui sarebbe bene conformarsi. Si dirà che lo sviluppo dello standard ha richiesto l'investimento di risorse, e quindi è giusto dare un corrispettivo all'ente che ha lavorato sulla norma; e poi non costa poi mica tanto(?), "appena" 57 euro (versione PDF) per conoscere una norma che può migliorare il tuo modo di lavorare, rendendoti più efficiente e facendoti guadagnare di più... insomma la spesa la ammortizzi.
Dov'è la contraddizione (dal mio punto di vista)??? Se è vero che con l'adozione di uno standard la collettività ne ha un beneficio, allora anche l'ente che lo ha sviluppato ed in particolare i suoi enti finanziatori (tra cui ci sono enti della pubblica amministrazione) godranno di benefici analoghi, cosa che dovrebbe ripagare l'investimento di sviluppo.
Inoltre sappiamo bene che uno standard è veramente vantaggioso se è pervasivo e comunemente adottato da quante più realtà possibile. Se ho uno standard, e nessuno lo adotta, lo standard è inutile.
Ma allora perché porre limiti di qualsivoglia natura alla diffusione della documentazione dello standard? Non dovrebbe essere desiderabile che lo standard sia noto a quante più persone possibile?
Come faccio a sapere se uno standard è vantaggioso se non lo conosco?
Si dirà che oltre all'adozione spontanea di uno standard, lasciata alla buona volontà o comunque all'ecosistema, si possono fare leggi e norme per rendere uno standard obbligatorio, o quanto meno richiesto per poter accedere a certi ambiti. In questo modo si può agevolare o velocizzare l'adozione dello standard in questione. Ma questo vorrebbe dire che per legge sarei costretto a comprare la specifica dello standard per essere in regola. Insomma, non è propriamente una cosa bella e democratica, per quanto i prezzi possano essere "popolari"...
Ma la cosa peggiore di tutte, imho, è l'accordo di licenza che una persona è tenuta ad accettare al momento dell'acquisto del documento in versione PDF. Le solite assurdità che conosciamo per il software proprietario, che con licenze estremamente restrittive vogliono impedire ciò che ormai nella società dell'informazione è la cosa più naturale, semplice e bella che possa esserci: la copia, la condivisione, la modifica e il miglioramento dell'informazione disponibile. Insomma, se può essere accettabile il costo monetario, molto meno accettabile è la licenza.
Sintetizzando la licenza:
D'altra parte, declinano ogni responsabilità da ogni danno che possa essere correlato ai loro prodotti. Come dobbiamo interpretare questa cosa? A me che penso male che viene da pensare è: "hey, se hai seguito uno standard in un nostro documento e ti è esplosa la casa, non è mica colpa nostra!"
OK, forse ho esagerato, dopo tutto, al giorno d'oggi chi si prende più responsabilità?
Rassicuratemi che non sono il solo (idealista?) a pensare che norme, regole, linee guida e riferimenti dovrebbero essere liberamente accessibili a tutti, liberamente copiabili per qualsiasi scopo, liberamente distribuibili a chiunque e, con le dovute e ragionevoli attenzioni, liberamente modificabili e ridistribuibili a tutti e per tutti.
Vi ricorda qualcosa? Beh, avete ragione, è proprio a quello che stavo pensando! ;-)
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