Una montatura a parallelogramma per binocolo

Astronomia
Schizzo montatura binoculare

Adoro osservare il cielo al binocolo: si possono vedere con un'immediatezza sorprendente una quantità di panorami stellari impossibili da osservare altrimenti. Sapete già che all'ultimo Star Party ho comprato da Astrotech un bel binocolone 15x70, troppo pesante per poter essere usato a mano libera: urgeva una montatura per sfruttarlo al massimo!
Io ho deciso di auto costruirla. In questa pagina vi racconto la progettazione e la realizzazione della mia montatura binoculare auto-costruita.

Ideazione

La mia prima idea è stata: prendo un treppiedi fotografico, ci metto un raccordo adeguato, ed osservo con quello. Come in questa foto:
Ma questa soluzione è scomodissima: per osservare serve un treppiedi molto alto, bisogna variare in continuazione l'altezza del binocolo, e bisogna tenere il treppiedi vicinissimo al corpo. Insomma, si può usare per qualche prova, ma non è proponibile per le osservazioni regolari.

Sul fronte della produzione "di massa", ho trovato solo questa montatura, proposta da Orion
Non ci sono in commercio altre montature per binocoli, salvo qualche produzione artigianale come questa, di Gaddo Fiorini.

Su Binomania, il sito di Piergiovanni Salimbeni, ho trovato però diversi spunti interessanti per l'autocostruzione. E insieme ad un numero innumerevole di pagine di auto-costruttori americani (ATM), come questa pagina e italiani, come Marco Nicolato, ce n'era abbastanza per convincermi che la montatura per il mio binocolo me la dovevo costruire da me!

Non avevo un gran ché competenze di meccanica (ho imparato "sul campo"), ma sapevo che la montatura che volevo doveva soddisfare alcuni requisiti:

  • Dev'essere abbastanza alta da permettermi di osservare lo zenit stando in piedi, e abbastanza bassa da permettermi di osservare l'orizzonte da seduto. Devo poter osservare qualsiasi area del cielo!
  • Dev'essere stabile a sufficienza da sostenere un grosso binocolo senza vibrazioni, e docile a sufficienza da permettermi di muoverla con una mano e senza sforzi.
  • Dev'essere leggera, trasportabile e facile da montare e smontare anche al buio e soprattuto senza richiedere utensili.
  • Dev'essere adattabile anche a strumenti più grandi e più piccoli dei miei binocoli (chi lo sa se in futuro avrò un binocolo più grande?).

E, naturalmente dev'essere di costruzione semplice ed economica!

Il tipo di montatura che soddisfa meglio questi requisiti è senza dubbio la montatura a parallelogramma, da qualcuno chiamata anche a "pantografo" o, impropriamente, a "trapezio". Il materiale che unisce costo abbordabile a leggerezza, robustezza e facilità di lavorazione è senz'altro l'alluminio.
Avevo deciso: la mia montatura sarebbe stata a parallelogramma, e sarebbe stata di alluminio!

Progettazione

Non avendo mai lavorato con i metalli, sapevo poco di quel che si può fare; avevo dunque bisogno di un aiuto per progettare lo strumento, e mi sono rivolto all'amico Sebastiano, direttore dell'Osservatorio dell'O.R.S.A., che dice sempre che "con gli strumenti giusti si può fare tutto". Gli ho mostrato le pagine dei siti citati sopra, qualche foto, e in una notte lunghissima abbiamo fatto il progetto usando QCAD, cercando di combinare le cose migliori viste nelle realizzazioni altrui con le nostre idee di dovesse essere uno strumento del genere, non mancando di sovradimensionarlo, per prudenza.

Schema montatura a parallelogramma Due parole sull'idea che c'è dietro una montatura a parallelogramma. Innanzi tutto, ricordo che i movimenti di montatura per binocoli devono essere in altazimutale (↑ ↓altezza e ↔ azimut). Inoltre, osservando al binocolo nelle varie direzioni, abbiamo spesso bisogno di alzare o abbassare la testa in relazione alla direzione di osservazione, e dunque il binocolo non può essere messo ad un'altezza fissa, ma deve essere possibile spostarlo facilmente ad altezze differenti.
Guardate ora l'illustrazione a sinistra. La nostra montatura sfrutta la proprietà del parallelogramma di mantenere i suoi lati paralleli tra loro anche dopo una deformazione. Se noi dunque fissiamo il binocolo ad un angolo del parallelogramma, esso rimane orientato nella stessa direzione anche dopo che abbiamo deformato il parallelogramma, ad esempio per alzare o abbassare il binocolo. In questo modo possiamo controllare l'altezza del binocolo deformando il parallelogramma in modo adeguato (se non bastasse, possiamo anche alzare o abbassare il treppiedi).

Nel seguito chiamerò caduta questo moto parallelo in sù o in giù della montatura.

Il binocolo si muoverà in altazimutale, e il moto di azimut si otterrà ruotando il parallelogramma attorno a un perno in cima al treppiedi.
Il moto in altezza si otterrà ruotando il supporto del binocolo attorno ad un perno perpendicolare al parallelogramma.

Chiaramente, c'è una massa che sporge da un lato, e la dobbiamo controbilanciare con una massa dal lato opposto al parallelogramma, per annullare il momento meccanico esercitato dal parallelogramma e dal binocolo.
Per far questo, aggiungiamo una barra con un contrappeso all'estremità. Per calcolare la giusta combinazione tra lunghezza della barra e massa del contrappeso usiamo la ben nota formula:

$$M_2 \times l_2 = M_1 \times l_1$$

Questo non considera la frizione tra i componenti, che permette di utilizzare masse e/o lunghezze del braccio minori per controbilanciare adeguatamente il binocolo.

Nel progettare una montatura a parallelogramma bisogna tenere a mente che il meccanismo funzionerà solo se i lati sono a due a due esattamente della stessa lunghezza. Per questo, si usa fare i lati il più lunghi possibile, per minimizzare gli effetti di errori nei fori dei bracci. Questa è però una regola che contrasta con i miei requisiti di trasportabilità (il parallelogramma diventerebbe ingombrante!), e che dunque abbiamo voluto disattendere, a favore di una maggiore attenzione in fase di realizzazione.

Dopo qualche prova e qualche calcolo, abbiamo scelto di inclinare i lati corti del parallelogramma di 45°, in modo che lo strumento a "metà altezza" fosse il più distante possibile dal treppiedi. In questo modo, per il supporto del binocolo abbiamo potuto usare un triangolo rettangolo isoscele (la metà di un quadrato, facile da tagliare da una piastra). Così l'ipotenusa sarà sempre verticale. Nell'angolo in alto avremmo messo il supporto del binocolo, ulteriormente sollevato e distanziato dal parallelogramma. Un'asta fissata al supporto del binocolo avrebbe consentito il brandeggio in altezza, mentre per il moto in azimut avremmo fatto ruotare il parallelogramma attorno al punto di aggancio al treppiedi.

Schizzo montatura binoculare
Materiali: abbiamo scelto di usare alluminio tubolare 15x30 per il parallelogramma e per la barra del contrappeso, tubolare 15x15 per il supporto del binocolo e per la barra di brandeggio (il tubolare è molto leggero e resistente alle deformazioni), mentre per le parti piatte abbiamo usato lastre di alluminio da 4 mm. Per il contrappeso abbiamo usato una lastra di piombo spessa 10 mm recuperata da Sebastiano da una macchina radiologica dismessa (la scelta del piombo ci ha consentito di avere un contrappeso di dimensioni molto contenute in relazione al peso), mentre per i pezzi rimanenti abbiamo usato barre di alluminio "pieno" di varie dimensioni.
Per mantenere i movimenti fluidi, abbiamo messo rondelle di nylon tra i componenti, e per evitare che con l'uso i bulloni si allentassero abbiamo scelto di usare dei dadi autobloccanti.
La barra dei contrappesi sarebbe stata smontabile, e fissata al parallelogramma con due viti.
Per controllare la durezza del moto in altezza e di caduta (quello che deforma il parallelogramma) abbiamo pensato di usare una coppia di manopole che stringessero il sandwich formato dai due pezzi piatti e i tubolari.

Lo schizzo qui a fianco mostra i dettagli costruttivi, mentre il file DXF allegato a questa pagina contiene il disegno semi-definitivo (in corso di realizzazione abbiamo introdotto dei miglioramenti). Oltre che con QCAD (che è libero), dovrebbe essere possibile aprire il disegno anche con molti altri software CAD.

Come tutti i contenuti in questo sito, anche questa pagina e il progetto sono rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-SA: siete liberi di usarli come volete, a patto che riconosciate me come autore originale e che i vostri lavori derivati siano rilasciati sotto la stessa licenza.
In pratica, vi chiedo di citarmi, anche semplicemente con un link o un trackback a questa pagina, se doveste realizzare dei lavori derivati da questo, e di rilasciare il vostro lavoro alle stesse condizioni, in modo da consentire una proficua circolazione delle idee. Magari mi avvisate lasciando un commento o mandandomi un messaggio... mi farebbe piacere!

Rovistando in mezzo alle cianfrusaglie che conservo sempre, ho ritrovato il treppiedi di legno del mio vecchio e glorioso Newton 114, che con qualche modifica si sarebbe prestato ottimamente allo scopo!

Realizzazione

Comprato tutto il materiale (pur comprando alluminio e ferramenta in eccesso ho speso meno di 60 euro!) mi sono messo al lavoro, tagliando le lastre di alluminio, i tubolari e le barre con un seghetto alternativo: un lavoro improbo che non consiglio a nessuno che non abbia attrezzi adeguati!
Per proseguire avevo bisogno degli strumenti giusti, e soprattutto dell'aiuto di una persona che ne capisse qualcosa e non fosse pasticciona come me!
Per questo è stato vitale (ed è dir poco!) l'aiuto di Manfredi, che è proprio uno che oltre ad essere molto in gamba ha gli strumenti giusti: tornio, fresa, filiere di qualsiasi diametro, e soprattutto un'impareggiabile pazienza!

Manfredi ha subito visto il progetto fatto con Sebastiano, ha dato il suo placet, :-) e dopo alcune serate di lavoro, l'accrocchio (come lo chiamiamo noi) era completato.

Piuttosto che raccontarvi sperimentazioni e disavventure, di seguito vi mostro il risultato finito, commentando via via le soluzioni che abbiamo applicato. Cliccate sulle immagini per vederne una versione più grande.

Montatura binoculare richiusa
Nella foto a fianco vedete la montatura binoculare richiusa per il trasporto. Il treppiedi apparteneva originariamente ad un "114".
Quando non in uso, il parallelogramma viene "ripiegato" e fissato sotto il treppiedi, invece che sopra, diventando un unico pezzo leggero, facile da trasportare (pesa circa 6 Kg) e tutto sommato di dimensioni contenute. Oltre al'insieme treppiedi + parallelogramma, c'è da trasportare il contrappeso, di 3 Kg, ed il binocolo, ovviamente!

Il mio 15x70 Astrotech, che nella foto vedete accanto al mio Bresser 10x50, pesa circa 1,5 Kg.

Dettaglio portaoggetti 1
Ecco il "piatto" portaoggetti riciclato dal treppiedi originale, che assolve a due funzioni: impedisce che si allarghino le gambe del treppiedi, stabilizzandolo, e funge da portaoggetti.
Ve lo mostro perché vi ho apportato alcune modifiche. Per non doverlo trasportare sfuso (e non dimenticarlo in giro, magari in una trasferta), l'ho forato al centro, in modo che si possa unire agli altri tre pezzi per il trasporto.

Dettaglio portaoggetti 2
Originariamente questo triangolo si fissava alle placchette sulle tre gambe tramite 3 viti con dado a galletto che ogni volta bisognava svitare, smontare e poi riavvitare, una gran seccatura, soprattutto quando il galletto cadeva a terra in piena notte.
Abbiamo pensato di cambiare questo sistema, creando un sistema di "aggancio rapido", fresando sul pezzo tre asole con l'estremità più interna di diametro maggiore della testa della vite. Così basta inserire la testa della vite nel foro più largo, far scorrere la vite lungo l'asola e stringerla per bloccarla, senza smontare nulla. In questo modo bastano pochi secondi per montare e smontare il triangolo!

Vite di azimut montatura binoculare In questa immagine, un dettaglio della vite di blocco di azimut. Come vedrete nelle immagini che seguono, in cima al treppiedi abbiamo un foro cilindrico, dove inseriamo la montatura binoculare, e ruotiamo la montatura in questo foro per spostarci in azimut. Fermiamo la montatura al treppiedi con questa vite con manopola e questo disco di acciaio. Per evitare che nelle rotazioni la vite si allenti, Manfredi ha pensato di interporre tra il disco e la manopola un cuscinetto a sfere reggispinta. A tenere insieme i pezzi, una e-ring.

Montaggio montatura binoculare passo 1 di 5 Il treppiedi montato: grazie alle asole nel triangolo bastano pochi secondi per metterlo su. Normalmente lo alzo fino a circa un metro e dieci, come in questa foto.

Il foro circolare in cima al treppiedi, di cui vi parlavo prima. Notate la scala graduata di azimut; al momento non la uso, ma potrebbe essere utile, per... beh, boh, non so! Comunque è bello averla! :-)


Dettaglio base del parallelogramma La base della montatura è realizzata con questo cilindro, nel cui foro filettato al centro va la vite di blocco in azimut. La montatura ruota appoggiando sul disco di alluminio da 80 mm che vedete dietro. Inizialmente avevamo pensato di interporre tra questo disco e il treppiedi dei cuscinetti di nylon, ma abbiamo visto che non serviva: il movimento in azimut era già abbastanza fluido.
Disco e cilindro sono uniti alla montatura tramite due viti che attraversano il blocchetto alla base della montatura, che vedremo tra poco.
La scanalatura nel cilindro è quel che resta di un'idea che abbiamo abbandonato.


Montaggio montatura binoculare passo 2 di 5 Dopo aver separato treppiedi, triangolo e montatura, montiamo il treppiedi e fissiamo la montatura al treppiedi come in foto, usando la vite vista prima. Regolando la durezza di questa vite, controlliamo la durezza del moto di azimut. Grazie al cuscinetto reggispinta, la vite gira insieme alla montatura senza allentarsi.

Montaggio montatura binoculare passo 2 di 5 (visione d'insieme) Finalmente vediamo bene la montatura a parallelogramma, richiusa in questa foto. Le manopole rosse e nere sono le frizioni di altezza e caduta, mentre le manopole bianche e nere sono per montare/smontare la barra del contrappeso, che per il trasporto è montata al contrario, dallo stesso lato del parallelogramma.
I fori lungo questa barra servono per bloccare il contrappeso, come vedremo tra poco.
Avendo scelto un lato di base corto e inclinato di 45°, quando "richiuso" il parallelogramma è molto compatto.

Dettaglio base parallelogramma Ma prima vediamo com'è fatta la base del parallelogramma! È fissata al disco tramite il blocchetto che dicevamo prima, con 4 viti (due per lato), che tengono unite le due lastre al blocchetto. i due bulloni grandi servono invece per le barre del parallelogramma, inserite a "sandwich" tra le due lastre. Per rendere più fulidi i movimenti, tra le lastre e i tubolari ci sono delle rondelle di nylon da 30 mm di diametro ricavate al tornio.
Notate anche i dadi autobloccanti: regolando la loro stretta si può regolare in modo permanente la durezza del movimento di caduta del parallelogramma.
Non c'è bisogno che me lo ricordate... ho già sostituito queste viti con altre più corte, con il gambo liscio! (per ridurre i giochi tra i pezzi)

Montaggio montatura binoculare passo 3 di 5 Il passo successivo del montaggio consiste nel smontare la barra del contrappeso svitando le viti con testa bianca e nera, e rimontandola nel verso opposto.
Per ricavare le filettature necessarie per fissare la barra del contrappeso abbiamo fissato con due viti all'interno del tubolare una barra di alluminio pieno spessa circa un centimetro e lunga una decina di centimetri. I fori, come avrete già visto anche nelle altre foto, sono tutti svasati in modo da facilitare l'inserimento delle viti.

Dettaglio frizioni e fissaggio binocolo Ecco la parte alta della montatura, con le frizioni e il supporto del binocolo. Guardiamo prima le due manopole, che fanno da frizioni. Quella in basso controlla il moto di caduta, quella in alto controlla il moto di altezza. Per rendere più efficace il blocco, al posto delle rondelle di nylon in questa posizione abbiamo usato delle rondelle di acciaio.
Il tubolare in alto è invece il supporto del binocolo, cui è fissato, con due bulloni, un altro tubolare più lungo che fa da asta di brandeggio. Usiamo questa asta per orientare facilmente il binocolo. In cima al supporto, attraverso due fori filettati passa la vite con manopola per il fissaggio del binocolo. La filettatura è quella standard dei treppiedi fotografici.
Per evitare di perdere questa vite, l'abbiamo costruita con l'estremità filettata e il gambo liscio e un po' più piccolo. I fori sul tubolare sono filettati. In questo modo, la manopola si può staccare dal supporto solo intenzionalmente.
Noterete anche una parte limata e tagliata... beh, abbiamo sbagliato alcuni conti e ci siamo ritrovati con un supporto troppo corto e senza più tubolare 15 x 15 da utilizzare! Per evitare che il supporto dell'asta di brandeggio ostacolasse il binocolo abbiamo dovuto limare quella parte! Alla prima occasione compro altro tubolare e ricostruisco il supporto di dimensioni adeguate! Nel frattempo... funziona!

Foro filettato sul binocolo In questa foto, vedete al centro il pezzo di ottone con il foro filettato per il montaggio del binocolo sulla montatura, normalmente coperto da un tappo di plastica nera.
Quando abbiamo montato il binocolo per la prima volta, al momento di staccare il binocolo dal supporto questo pezzo ha cominciato a svitarsi, suppongo perché montato troppo lento di fabbrica. Manfredi ha subito posto rimedio applicando del blocca filetti sul pezzo, in modo da evitare incidenti simili in futuro.

Contrappeso montatura binoculare Ecco invece il contrappeso, realizzato con due lastre di piombo spesse 10 mm e due blocchetti di alluminio 15 x15 mm, uniti anche loro a sandwich con 4 bulloncini. il blocchetto in alto è forato per far passare la vite con manopola che, attraversando i fori nella barra del contrappeso, fa da blocco. Anche il blocchetto in basso è forato ma è anche filettato, in modo che, quando inserita correttamente, la vite debba essere svitata per smontare il contrappeso. Questo fa da sicura: non basta sfilare la vite tirando la manopola, ma bisogna anche svitarla.

Per calcolare la quantità di piombo e alluminio necessari per il contrappeso, ho stabilito prima il peso desiderato, 3 Kg, e poi usando la formula [math] M = \rho V [/math] ho calcolato le dimensioni necessarie per ottenere il peso desiderato, tenendo a mente che per il piombo [math]\rho = 11340 kg/m^3[/math] e per l'alluminio [math]\rho = 2700 kg/m^3[/math].
Il piombo è un metallo molto tenero, che si può faicilmente tagliare con un seghetto qualsiasi, ma bisogna ricordare che fonde a temperature relativamente basse (~320° C), che si possono avere localmente tra la lama ed il metallo, periò è una buona idea fare delle pause durante il taglio per far raffreddare il metallo.
Inoltre il piombo tende ad ossidarsi rapidamente, scurendosi e lasciando una polvere scura sulle mani. Per evitare questo e per rendere il contrappeso più visibile di notte l'ho verniciato di bianco.

Montaggio montatura binoculare passo 4 e 5 di 5 Dopo aver fissato la montatura sul treppiedi e montato la barra del contrappeso, aggiungiamo il contrappeso, facendolo scorrere lungo la barra fino a un segnale fatto con un pennarello, che ci aiuta a localizzare il foro per la vite di blocco. Per evitare spiacevoli incidenti, è importante che il contrappeso sia montato prima del binocolo.
Successivamente montiamo il binocolo usando la vite con manopola in cima al supporto che abbiamo visto prima: in meno di 5 minuti la nostra montatura binoculare è pronta per le osservazioni!

Movimenti di altezza della montatura binoculare In questa foto vedete come si può osservare ad altezze differenti sull'orizzonte senza spostare il parallelogramma...

Il parallelogramma in movimento ... e in questo fotomontaggio ecco una dimostrazione dell'utilità del parallelogramma: anche se situato ad altezze diverse (per esempio per far osservare persone alte, basse o sedute), il binocolo rimane puntato nella stessa direzione!

La montatura binoculare all'opera Ecco come si può osservare comodamente allo zenit (solo per chi non ha problemi di cervicale!), senza essere intralciati dal treppiedi, e ad altezze differenti.

L'osservazione è molto comoda e gradevole a tutte le altezze, ed è possibile anche osservare da seduti, e se si vuole mostrare quel che stiamo osservando a qualcun altro più basso o più alto di noi, basta variare la caduta del parallelogramma!

Avendo fatto diverse serate osservative, anche in Osservatorio, con il pubblico, ho provato abbondamentemente lo strumento, e ne sono contentissimo: si possono fare osservazioni per lungo tempo in modo comodo e rilassante.
Anche con un 10x50, che si può comodamente usare a mano libera, la quantità di stelle che si vedono in più grazie al supporto stabile è impressionante, e già un paio di amici ci si sono divertiti talmente che mi hanno chiesto se potevo costruire una montatura anche per loro!

Miglioramenti

Come tutti i progetti di auto-costruzione che si rispettino, anche questa montatura è condannata ad essere eternamente sottoposta a modifiche per realizzare le tante idee di miglioramenti che vengono in mente con l'uso...

Innanzi tutto, vorrei procurarmi una striscia di velcro per chiudere in modo sicuro e rapido il treppiedi quando lo trasporto, al posto del cordino che utilizzo al momento (adesso una striscia di velcro da 4 cm blocca in modo sicuro le gambe del treppiedi, quando chiuso), e aggiungere un piccolo LED rosso all'estremità della barra del contrappeso per evitare che persone di passaggio non vedendola la urtino, con il pericolo di ferire chi osserva.

Poi ci sono una serie di miglioramenti da introdurre sul supporto del binocolo. Come detto, lo devo fare un po' più lungo, e dovrei anche allungare l'asta di brandeggio.
Inoltre, dopo qualche prova, mi sono accorto che il baricentro del binocolo montato non cade sopra il perno di altezza, e dunque se la frizione è troppo lenta, il binocolo tende a crollare in avanti (comunque in condizioni normali il problema non si pone, visto che la frizione fa egregiamente il suo lavoro). Il binocolo andrà dunque un poco arretrato rispetto alla posizione attuale.
Un'altra modifica che si potrebbe fare è aggiungere un piccolo contrappeso all'estremità dell'asta di brandeggio, in modo da non dover stringere la frizione di altezza quando si guarda molto vicino allo zenit.

Un'altra modifica che vorrei fare, ma in un secondo momento, è per realizzare un diverso supporto per il binocolo, che permetta l'orientamento in azimut anche senza far ruotare il parallelogramma attorno al treppiedi. In questo modo si potrebbe osservare comodamente seduti o distesi su una sdraio, semplicemente girando la testa!

Un'ultima aggiunta utile che mi piacerebbe applicare è un cercatore a punto rosso, per agevolare il puntamento in particolare con i binocoli più grandi.

In conclusione, mi sono reso conto di aver scritto una pagina lunghissima... spero che sia di spunto per qualche altro auto costruttore! Come sempre, se avete suggerimenti, critiche o correzioni da proporre, non esitate a lasciare un commento!

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commenti

ritratto di Noquarter

bel progetto

ce l'avessi la manualita' per far ste cose! bella e utile pagina!

beicieli!
Andrea

ritratto di Bruno Moretti Turri IK2WQA

Chapeau!

Ho studiato il tuo progetto.

Veramente bello, semplice e soprattutto efficace.

@ noquarter

questa pagina è da mettere nel reparto autocostruzione dei "siti per cominciare"

ritratto di gerlos

Re: Chapeau!

Grazie per i complimenti!
Spero che questa pagina possa essere utile ad altri!
Alla fine, con le idee giuste ci vuole veramente poco per autocostruirsi una buona montatura per binocolo, che magari abbia anche un look "professionale". ;-)

Se avete suggerimenti, soprattutto su come aggiungere il moto di azimut sul supporto del binocolo, sono i benvenuti!

ritratto di Manfredi

Bell'accrocchio!

Bella pagina complimenti!! C'è descritto proprio tutto!

Ciaoo

ritratto di gerlos

Aggiornamenti...

Dopo oltre sei mesi d'uso posso affermare senz'altro che le specifiche elencate nella sezione "Ideazione" sono state quasi totalmente soddisfatte.

La montatura è effettivamente utilizzabile da tutte le posizioni, sia in piedi guardando allo zenit che da seduti, anzi, durante una serata osservativa pubblica ho constatato che permette di fare osservazioni comodamente anche a persone in carrozzella, che di solito hanno difficoltà a raggiungere l'oculare dei nostri strumenti astronomici, solitamente in posizioni scomode.

È stabile e docile da usare, e intuitiva anche per chi non ha molta esperienza con strumentazione astronomica (grazie a questa montatura il mio binocolone è stato, nel suo piccolo, la star di un paio i serate allo Star Party delle Madonie, quando un gruppetto di neofiti l'hanno monopolizzata per esplorare la Via Lattea).

Avete visto le foto, e sapete che anche il terzo requisito, di leggerezza e trasportabilità è soddisfatto. Da quando ho questa montatura osservo molto di più, anche da casa! È talmente comoda che non è neanche difficile fare osservazioni al limite delle possibilità del binocolo che ci si monta: in una notte molto favorevole, sotto un cielo da mag limite ~6, ho osservato la Nebulosa Pellicano e numerose nebulose oscure nella costellazione del Cigno. La Nebulosa Velo, sempre nel Cigno, era identificabile senza difficoltà, mentre la Galassia di Andromeda e la Grande Nebulosa di Orione riempivano i 4° di campo visivo con un'infinità di dettagli!

Solo il quarto obiettivo non è stato (ancora) raggiunto del tutto: non avevo previsto che i binocoli 20x80 usualmente hanno attacchi per il treppiedi sistemati a 90° rispetto all'attacco del mio binocolo, per cui, al momento, è molto scomodo montare binocoli così grandi sulla mia montatura. Però abbiamo già progettato una modifica per porvi rimedio, e probabilmente nelle prossime settimane la realizzeremo... ;-)

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