Per i backup da tenere a "breve" termine gli snapshot vanno benissimo: sono facili da fare, ed è facile il ripristino in caso di necessità. Per backup a più lungo termine, per esempio su dischi esterni o su DVD, ci vuole un approccio diverso: gli archivi. In questa pagina vediamo come creare archivi in gnu/linux con dar, un ottimo programma di archiviazione ispirato a tar, ma con molte interessanti e vantaggiose funzioni.
Questa volta vediamo come fare backup dei dati importanti del nostro sistema usando degli snapshot, in stile Time Machine.
Uno snapshot non è altro che una copia esatta dei file esistenti. Usando rsnapshot possiamo creare degli snapshot periodici avvantaggiandoci dell'efficienza di rsync (che copia solo i file cambiati) e degli hard link (che ci permettono di risparmiare spazio su disco). Il risultato, dopo una semplice configurazione, è un deposito da cui possiamo recuperare versioni passate dei nostri file, proprio come fa Time Machine di Apple! (ma gratis, senza Leopard, e per qualsiasi computer della rete locale!)
Con i computer non c'è nulla di peggio che perdere i dati a cui teniamo o che sono importanti per il nostro lavoro! Per questo è importante avere strategie di backup (automatici) ed essere pronti a gestire le situazioni di emergenza: pasticci o guasti presto o tardi capitano a tutti (e se si agisce in modo frettoloso si rischia di peggiorare le cose).
A me è capitato più volte, e nel tempo ho sviluppato una strategia per prevenire e gestire questo genere di problemi. Fortunatamente, con GNU/Linux e con i sistemi unix in generale come Apple Mac Os X è tutto piuttosto facile.
Questi articoli raccolgono i dei miei appunti in materia o se preferite le espressioni pompose, il mio piano di disaster recovery per il mio computer e per i computer della mia rete locale.
In questa sezione, vediamo come creare, rinominare, modificare, controllare o ridimensionare un file system ext2/ext3, ntfs, fat, swap o iso9660.
Strani comportamenti del sistema, crash improvvisi, etc possono essere associati a componenti hardware guasti o difettosi. Vediamo come diagnosticare alcuni di questi problemi quando lavoriamo con gnu/linux.
Ultimamente, viste le belle serate di questi giorni, il mio telescopio Celestron C8 Advanced S-GT viaggia parecchio e comincio a pensare che dovrei ottimizzare un po' il trasporto, allegerendomi delle cose superflue e organizzando bene le cose nelle borse.
La mia prima vittima è stata la batteria da 12 V e 7 Ah al Piombo gel, dal peso di circa 2,7 Kg, che ricarico ogni 2-3 mesi, ma non perché sia scarica, ma solo per prudenza, per non trovarmi a piedi sul più bello... siamo sicuri che non è eccessiva, e non ne potrei usare una più piccola?
Per rispondere a questa domanda ho misurato i consumi della montatura CG-5, in modo da poter stimare l'autonomia del mio telescopio.
Continuiamo a vedere i comandi utili con i file system in gnu/linux. Dopo ext2, ext3 e NTFS, qui ci occupiamo di FAT (o vFAT, che dir si voglia), ISO 9660 (usato nei CD-Rom e DVD) e di alcuni comandi utili per altre operazioni, come ad esempio creare una file su cui mettere la swap o un file system. Naturalmente, dove possibile vedremo come creare, configurare, riparare e ridimensionare questi file system.
In una conversazione un amico mi fa riferimento allo standard ISO 9001 sull'organizzazione e sulla qualità delle aziende. È così bravo che la sua descrizione mi incuriosisce, e finisce che mi metto a chiedere a google dove potrei leggere questa norma, che, come dice il nome, è uno standard internazionale.
Ecco riassunti in una pagina dei comandi utili per gestire file system ext2, ext3 e NTFS in gnu/linux. Per ciascun file system vediamo come crearlo, configurarlo, esaminarlo, ripararlo, ridimensionarlo fare backup (dump) e restore.
Come controllare l'integrità di un file, e come riparare un file danneggiato ove
possibile. In ogni caso, constatato il danno, piuttosto che cercare di riparare
un file, è spesso molto meglio recuperarne una copia di riserva dai backup.
A meno che non abbiamo creato dei file *.par2 (parchive), che ci possono davvero salvare la vita :-)
Ecco alcuni suggerimenti utili per reinstallare o recuperare il boot loader grub per avviare il nostro sistema gnu/linux. Spesso grub viene sovrascritto quando si reinstalla MS Windows. Fortunatamente, con gnu grub porre rimedio è molto facile.
Questa pagina mostra come creare modificare, ampliare e restringere un volume LVM. Mostra anche come montarli in un sistema diverso dall'originale e come ripristinarlo/recuperarlo in caso di emergenza.
Salvo indicazioni diverse, tutto quanto riportato qui è stato provato con Mandriva GNU/Linux 2009, e dovrebbe valere per qualsiasi altra distribuzione gnu/linux recente, come Ubuntu.
Questa pagina contiene informazioni importanti su come fare il backup e come
ripristinare il Master Boot Record (MBR) dei dischi installati. Questo ci permette di ripristinare la tabella delle partizioni anche dopo che è stata corrotta o che è stata rimossa o modificata per errore, e ci permette anche di ripristinare il boot loader (qualsiasi boot loader). Come sempre, il sistema di riferimento è GNU/Linux.
Lo schema di partizionamento è quello PC BIOS, usato per la maggior parte dei computer oggi, ma che è diverso dallo schema di partizionamento usato nei computer Apple, ad esempio.
Lenny, la nuova release stabile di Debian, "il sistema operativo universale" è stata rilasciata il 14 febbraio, e per quanto introducesse molte novità, ho cercato di tenere a freno per un po' la mia irrazionale pulsione all'aggiornamento del mio server LAMP, con la (giusta) scusa che tutto funzionava correttamente, e quando qualcosa funziona non bisogna mai metterci mano, che si rischia di romperla...
L'altro giorno ho trovato una buona scusa, e alla fine ho fatto l'aggiornamento. Impressionante: è stato totalmente indolore, ha funzionato tutto correttamente... Ok, vi spiego la procedura per l'upgrade da Etch a Lenny!
Come fare a condividere una cartella per lavorarci insieme via rete?
Lavorando con un'amica a un sito web, ci siamo accorti subito che non era pratico lavorare ciascuno su copie locali dell'intero sito, da sincronizzare ogni volta per mantenere il tutto coerente. Avendo già in lan un piccolo server web basato su Debian usato per provare il sito, la soluzione era semplice: lavoriamo entrambi direttamente sul server, su cui oltre ad apache gira già ssh, in modo da rendere superflua ogni sincronizzazione. In questo post vi racconto come ho fatto a condividere questa directory di lavoro.