Scegliere un "oculare cercatore"

Astronomia Fisica
Oculari vari Plossl

Spesso chi inizia con l'astronomia rimane stupito dal piccolo campo visivo che restituisce un telescopio: la porzione di cielo che si vede normalmente è di solito inferiore a 1°, più o meno la metà dell'area di cielo coperta da una moneta da 10 centesimi di euro tenuta alla distanza di un braccio!
In questo articolo vediamo quanto è piccolo il più grande campo visivo che ci può restituire il nostro telescopio, e che oculari usare per ottenerlo, e soprattutto perché.

Chi è appassionato di Cielo Profondo ed in particolare di nebulose a emissione e ammassi stellari si accorge subito che per vedere per intero certi soggetti, come le Pleiadi, la Grande Nebulosa di Orione o la Nebulosa Laguna, è necessario usare ingrandimenti bassissimi o oculari a grande campo. E anche con ciò, il più delle volte, ci si accorge che il campo visivo massimo che si può ottenere con la strumentazione usuale raramente è superiore a 1 grado e mezzo (1,5°).

Da cosa dipende questo? Come possiamo ottenere il più ampio campo visivo possibile per il nostro telescopio?

Come funziona il campo visivo

Per cercare di risponderci, riprendiamo lo schema che abbiamo usato per parlare del campo visivo nelle riprese fotografiche e guardiamo a un paio di semplici formule.

Cominciamo ricordando come si calcola il campo visivo (FOV) di un telescopio di focale F quando usiamo un certo oculare di focale foc e campo apparente AFOV:

$$FOV = \frac{AFOV }{I}= AFOV \frac{f_{oc}}{F}$$

Naturalmente I è l'ingrandimento. Ho allora due modi per aumentare il campo visivo: prendendo un oculare di campo apparente AFOV maggiore oppure riducendo l'ingrandimento I, cioè usando un oculare di focale più lunga. Se cambio oculare, in generale, cambio anche campo visivo.

Come si formano le immagini attraverso una lente

Per semplicità immaginiamo di avere un rifrattore. Le regole che descrivono il cammino che fa la luce attraverso l'obiettivo le trovate nell'articolo sul campo visivo nelle riprese fotografiche. Quel che ci interessa rilevare qui, è che la luce che passa da centro dell'obiettivo non cambia direzione, e che tutto quello che diremo qui vale per tutti i telescopi.

Dunque la luce proveniente dalla stella A, che percorre un cammino parallelo all'asse ottico, andrà invariabilmente a finire al centro del campo visivo, nel punto A', e la luce proveniente dalla stella B andrà a finire nel punto B'. La luce proveniente da D, che è simmetrica di B rispetto ad A andrà in D'.
Ma la luce della stella C non potrà mai andare nel punto C', perché, come si vede nello schema, il nostro telescopio ha un diametro troppo piccolo, e la luce va a sbattere contro la parete del tubo ottico prima di arrivare in C'. Dunque sono le dimensioni fisiche dello strumento la prima causa del limitato campo visivo del nostro telescopio. In particolare, è decisivo il diametro dell'ultima parte del tubo ottico, ossia il portaoculari.

Questo vuol dire che cambiando oculare posso aumentare il mio campo visivo solo fino a un certo punto. Oltre questo limite, la luce non entrerà più nell'oculare ma finirà fuori dal barilotto, e dunque non potrò ampliare ulteriormente il mio campo visivo.

Stelle che tra di loro sono più distanti di α, che è l'angolo tra B e D, non saranno osservabili. α è dunque il campo visivo massimo del nostro strumento.

Il ragionamento per valutare il campo visivo massimo non è molto diverso da quello che abbiamo fatto nell'articolo precedente sul campo visivo in fotografia. Si tratta di trovare qual è l'angolo massimo α perché i raggi di luce cadano all'interno del portaoculari, di diametro d. Poiché:

$$\frac{d}{2} \approx F \tan \frac{\alpha}{2} \approx F \frac{\alpha}{2} \;\; \Rightarrow \;\; d \approx F \alpha = F \ \alpha° \frac{\pi}{180}$$

(con α° abbiamo indicato l'angolo espresso in gradi sessagesimali) Abbiamo che il campo visivo massimo AFOVmax (in gradi) sarà:

$$AFOV_{max} \approx \frac{d 180}{\pi} \ \frac{1}{F} = \frac{K}{F}$$

Notate: il campo visivo massimo dipende solo dalla focale del telescopio e dal diametro del portaoculari. Se prendo uno strumento di focale più lunga, avrà un campo visivo minore. Se a parità di focale prendo uno strumento con portaoculari più grande, avrò un campo visivo maggiore.

Di solito d è fissato e per evidenti ragioni di costruzione è un po' inferiore al diametro del portaoculari, che può essere di 24,5 mm (vecchi piccoli telescopi, ormai in disuso), di 31,8 mm (la dimensione attualmente più utilizzata) o 50,8 mm (utilizzata per gli strumenti più grandi o di fascia alta).
Dunque abbiamo:

$$ K_{24,5} \approx \frac{23 \times 180}{\pi} \approx 1320 $$ $$ K_{31,8} \approx \frac{30,5 \times 180}{\pi} \approx 1750 $$ $$ K_{50,8} \approx \frac{49 \times 180}{\pi} \approx 2800 $$

Ad un esempio: qual è il campo visivo massimo che posso ottenere con un telescopio da 1 metro di focale (1000 mm) e portaoculari da 31,8 mm?
Semplicemente 1750/1000, ossia 1,75°. Se nel mio strumento potessi mettere anche oculari da 50,8, allora il campo visivo massimo sarebbe di ben 2,8°!

Per comodità, ecco una tabella che mostra il campo visivo per gli strumenti delle focali più frequenti in astronomia amatoriale:

d (mm)\F (mm)4007509001200150020002300
24,5 mm3,3°1,8°1,4°1,1°0,9°0,7°0,6°
31,8 mm4,4°2,3°1,9°1,5°1,2°0,9°0,8°
50,8 mm3,7°3,1°2,3°1,9°1,4°1,2°

Scegliere un "oculare cercatore"

Un oculare cercatore è semplicemente un oculare che ci mostra il più ampio campo visivo possibile con il nostro strumento.

Poiché:

$$FOV_{max} = FOV \ \Leftrightarrow \ \frac{AFOV}{I} = \frac{AFOV \times f_{oc}} {F} = \frac{K}{F} \ \Rightarrow \ AFOV \times f_{oc} = K $$

L'oculare che ci darà il massimo campo visivo possibile per il nostro portaoculari sarà quello per cui il prodotto tra campo visivo apparente (AFOV) e focale dell'oculare sia il più vicino possibile al valore di K.
Ad esempio, un oculare Plossl da 32 mm, che ha un campo apparente di 52° e un barilotto da 31,8 mm ci dà 52 x 32 = 1664, che è molto vicino al valore desiderato di 1750. Dunque può essere un buon oculare cercatore.

Notiamo un'altra cosa: questo risultato dipende solo dal portaoculari del telescopio, e non dal diametro, né dalla focale, né tanto meno dalla configurazione ottica del telescopio. Solo dal portaoculari.

Questo però non vuol dire che qualsiasi oculare per il quale il prodotto dei parametri sia vicino a K vada ugualmente bene.

Intanto, c'è da ricordare che qualsiasi strumento ottico, e in particolare qualsiasi oculare è frutto di un compromesso con le aberrazioni ottiche che è possibile limitare, ma mai eliminare del tutto.
Ad esempio, ci sono oculari che "lavorano male" (vale a dire mostrano evidenti aberrazioni) con telescopi molto aperti (f/4, f/5), semplicemente perché questi obiettivi generano un cono di luce molto divergente, o se volete "poco parallelo", per il quale è difficile limitare le aberrazioni, soprattutto ai bassi ingrandimenti richiesti per avere il massimo campo possibile. Dunque per strumenti molto aperti dovrebbe essere desiderabile utilizzare oculari progettati appositamente, che però sono spesso più complessi e più costosi.
Se abbiamo telescopi più "chiusi" (f/8, f/10 o più) il problema non ci tocca: qualsiasi oculare lavora bene con fasci di luce poco divergenti o quasi paralleli!

C'è un'ottima ragione per preferire oculari a grande campo apparente (cioè, un oculare con campo apparente di 68° e focale di 24mm ci mostra all'incirca la stessa porzione di cielo di un oculare con campo di 52° e focale 32mm): poiché si usano a focali più corte ingrandiscono di più, distribuendo la luce diffusa su un'area più estesa, e rendendo così il fondo cielo più scuro, in modo che le stelle (che essendo puntiformi non soffrono di questo effetto) risaltino di più . Inoltre la visione è molto più gradevole... è il famoso effetto "passeggiata spaziale" degli oculari Nagler! (che mostrano un'impressionante campo visivo di 82°)
Peccato che la gran parte di questi oculari a grande campo apparente siano di solito molto costosi (addirittura uno di questi oculari può costare da solo quanto un piccolo telescopio!). Fanno eccezione alcuni progetti, come gli oculari Baader Hyperion, che forniscono 68° e una buona correzione a prezzi dopo tutto accessibili. Tutti questi oculari a grande campo hanno il difetto di essere molto pesanti, tanto che spesso di deve bilanciare telescopio e montatura ad hoc. Quelli che forniscono un campo visivo apparente maggiore di 68°, come i citati Nagler, vengono inoltre criticati da qualcuno, che obietta che non è possibile osservare un campo così esteso senza spostare l'occhio, e quindi non ci sarebbero vantaggi sensibili rispetto agli oculari a minore campo apparente.

D'altra parte, c'è anche un'ottima ragione per non comprare MAI oculari da 31,8 di 40 mm di focale: di solito hanno un campo apparente molto meno esteso degli oculari da 32 mm, e in definitiva mostrano la stessa porzione di cielo, senza il vantaggio del maggiore ingrandimento (ad esempio i Plossl 40 mm Celestron Omni hanno un campo visivo di appena 42°, di circa 10° inferiore al campo visivo dei Plossl tradizionali!). Non li comprate mai!!!

Ci sarebbero anche delle considerazioni che possiamo fare riguardo alla pupilla d'uscita generata dall'accoppiata del nostro telescopio con un oculare a basso ingrandimento. Ricordiamo che la pupilla d'uscita è il diametro del fascio di luce che esce dall'oculare e si calcola come: $$ P = \frac{D}{I} = \frac{D}{F} \times f = f/ \times f_{oc} $$ (la pupilla d'uscita dipende dal rapporto di apertura f/= D/F e dalla focale dell'oculare) Se questa pupilla ha un diametro maggiore dei canonici 7 mm (ossia il diametro massimo dell'occhio adattato all'oscurità), "perdiamo" un po' della luce raccolta dall'obiettivo, ed è come se osservassimo attraverso un telescopio di diametro minore.
Con la gran parte degli strumenti amatoriali questa condizione è soddisfatta, ed il problema non si pone (tra l'altro spesso interessa solo identificare l'oggetto, che sarà osservato meglio a ingrandimenti diversi, e non importa se si "perde" luce), ma questa può essere comunque una ragione per preferire oculari a grande campo, perché di focale più corta.

Infine, volendo essere pignoli, non è neanche del tutto esatto dire che il campo visivo massimo non dipende dalla configurazione ottica del telescopio. È una cosa che vale nella grandissima parte dei casi, ma non sempre.
Ad esempio, possiamo ricordare che i telescopi Newton, che hanno uno specchio primario parabolico, soffrono per progetto di un'aberrazione chiamata coma, che si rende tanto più evidente tanto più ci allontaniamo dall'asse ottico, ossia tanto più allarghiamo il nostro campo visivo. Nel raro caso di un telescopio che ha un rapporto d'apertura f/ molto spinto (es. f/3, f/4) è possibile che il coma sia tanto evidente e fastidioso da rendere inutilizzabile il massimo campo visivo determinato con le formule date!
Ma non solo. Rimanendo nel campo dei telescopi Newton, l'ampiezza del campo totalmente illuminato dipende dall'ampiezza dello specchio secondario. Se facciamo uno specchio secondario piccolo, magari per migliorare il contrasto nelle osservazioni planetarie, il campo totalmente illuminato potrebbe essere piccolo, e se osservassimo con un oculare in grado di mostrarci un campo più ampio, ci accorgeremmo che l'immagine sarebbe più scura verso i bordi.

In sintesi

Per osservazioni del ciel profondo vogliamo osservare il più ampio campo possibile, e per sapere l'ampiezza massima di cielo che ci può mostrare il nostro telescopio prendiamo il valore di K per il nostro portaoculari (1750 per oculari da 31,8 e 2800 per quelli da 50,8) e dividiamolo per la focale del telescopio.

Per scegliere un oculare che ci dia un campo visivo vicino a quello massimo, confrontiamo con K il prodotto del campo apparente dell'oculare per la sua focale. Più sono vicini, più ampio sarà il campo che potremo osservare attraverso quell'oculare.

A parità di condizioni, e se le nostre tasche ce lo permettono e la cosa non ci crea altri problemi (ad esempio non ci sbilancia troppo il nostro strumento), prendiamo l'oculare a più ampio campo visivo apparente che ci possiamo permettere.

Se vogliamo un campo visivo ancora più esteso, e il nostro telescopio ce lo consente (portaoculari sostituibile, diaframmi interni adeguati al diametro maggiore, ...), consideriamo la possibilità di usare oculari da 50,8 mm.

Ecco una tabella con le focali desiderabili per gli oculari cercatori in relazione ai vari campi visivi più frequenti (i valori sono volutamente arrotondati per semplificare). La tabella è calcolata senza conoscere le focali effettivamente prodotte. Voi cercate quelle che si avvicinano di più ai valori in tabella.

d (mm)\AFOV40°
(es. Kellner, Or. Abbe)
50°
(es. Or. Plossl)
65°
(es. Erfle, Hyperion)
82°
(es. Nagler)
24,5 mm33 mm26 mm20 mm16 mm
31,8 mm44 mm35 mm27 mm21 mm
50,8 mm70 mm56 mm43 mm34 mm

Buone osservazioni!

Letture utili

R. B. Thomson, B. Frichman Thomson, "Astronomy Hacks" (edito in Italia da Apogeo con il titolo "Astronomi per passione"; la versione italiana è tradotta malissimo tanto che alcuni paragrafi sono di difficile lettura, vi consiglio la versione originale in inglese)

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commenti

ritratto di matic

Articolo molto utile,

Articolo molto utile, grazie, anche per un neofita come me alla ricerca del primo telescopio tuttofare! Cercando informazioni in giro per la rete ho trovato accenni ai riduttori di focale, se non ho capito male il loro funzionamento dovrebbero "accorciare" artificialmente il telescopio permettendogli di poter inquadrare più campo (che è poi lo scopo del tuo articolo). In pratica anche un Maksutov da 1200mm potrebbe avere le stesse performance di un rifrattore da 600mm sul cielo profondo. Però vedo che l'uso dei riduttori di focale è quasi confinato all'astrofotografia e non capisco perchè... A me su telescopi maggiori di 1000mm di focale un riduttore 0.5X sembra un accessorio utile almeno quanto una Barlow X2 anche per il visuale! C'è qualcosa che mi sfugge? Grazie!

ritratto di gerlos

Re:Articolo molto utile,

Beh, effettivamente, c'è qualcosa che ti sfugge! Lo dico bonariamente... :-)

Intanto, è ovvio che uno strumento da 1200 mm di focale con in mezzo un'ottica addizionale per modificare la focale non potrà mai avere le stesse prestazioni di uno strumento che lavori "nativamente" a 600 mm di focale, semplicemente perché "c'è più vetro in mezzo"!
Per quanto possano essere sofisticate e curate le lavorazioni delle superfici ottiche, non saranno mai perfette, ma saranno sempre risultato di un compromesso di qualche genere. E poi un blocco di vetro come una lente assorbe sempre un po' di luce. Morale: a parità di qualità di lavorazione, meglio usare meno lenti o meno specchi possibile.

Poi c'è un altro aspetto, quello pignolo nell'articolo. Allargando il campo visivo, tu raccogli luce dalla parte periferica del cono di luce generato dal tuo obiettivo, proprio là dove vanno a finire la gran parte delle aberrazioni ottiche! In pratica, in queste zone periferiche la qualità dell'immagine di solito scade molto, e non è vantaggioso utilizzarla per osservare! Certo, questo aspetto dipende molto da strumento a strumento, per cui bisogna guardare sempre ai casi specifici (alcuni strumenti potrebbero avere addirittura dei diaframmi interni che ti impediscono di raccogliere la luce periferica).
Con le barlow non hai questi problemi: quando "ingrandisci" alla fine utilizzi la parte più centrale del fascio ottico, quella più vicina all'asse, che di solito è anche quella con meno aberrazioni.

Inoltre, credo (ma qui sono mie ipotesi, prendile così, ok?) che lavorare un'ottica positiva che dimezzi la focale del telescopio dovrà essere piuttosto impegnativo, e costoso... siamo sicuri che il gioco vale la candela?
Pensa anche che per ridurre così tanto la focale dovrai far entrare parecchio il riduttore (devi intercettare il cono di luce più "dentro"), cosa che ti costringe a farlo più grande per non aggiungere vignettatura... e poi dovresti fare almeno un doppietto acromatico per evitare l'aberrazione cromatica... insomma, alla fine avresti un obiettivo da rifrattore! Ma a quel prezzo, magari potresti comprarti un rifrattore della focale desiderata, no? :-)

Credo che in commercio difficilmente troverai riduttori con fattore di riduzione più piccolo del canonico 0.63 dei riduttori progettati per i telescopi SC. E tra l'altro, guardando il diametro del riduttore di focale a f/ 6.3 del mio Celestron C8 noto che è maggiore di 40 mm: come il diametro di un piccolo rifrattore!

Conta poi che questi riduttori di focale vanno progettati appositamente per l'ottica con cui devono lavorare, in modo da poter controllare al meglio le aberrazioni.

Insomma, per aumentare il campo visivo visuale i riduttori di focale risolverebbero un problema (campo visivo limitato) generandone di nuovi (aberrazioni, perdita di luce, vignettatura).

D'altra parte, però, in fotografia il problema delle aberrazioni non si pone tanto, visto che comunque i sensori non sono quasi mai così grandi da intercettare anche i fasci di luce periferici. Inoltre, l'uso di un riduttore di focale permette di aumentare l'apertura dello strumento (ad esempio da f/ 10 a f/ 6.3), con un notevole abbassamento dei tempi di esposizione, e dunque meno problemi di guida e meno problemi di inseguimento!

Se proprio vuoi allargare il tuo campo visivo, considera la possibilità di cambiare portaoculari, e passare ai 50,8 mm, se possibile. Con 1200 mm di focale e un oculare Plossl da 56 mm potresti ottenere un campo visivo di oltre 2°!

Spero di aver soddisfatto la tua richiesta.

ritratto di matic

Innanzitutto grazie per la

Innanzitutto grazie per la risposta chiara ed esauriente, degna integrazione all'articolo che la sovrasta! :)
Certamente immaginavo che l'aggiunta di ulteriore vetro sul percorso della luce non potesse che essere deleterio, sapevo che se anche il riduttore di focale fosse stata un'opzione percorribile, sarebbe stata comunque un compromesso. Il fatto è che ho notato un riduttore di focale 0.5X in vendita a 38 euro su telescope-express.de e mi chiedevo come mai fosse un oggetto così misconosciuto. Magari l'aberrazione cromatica sul cielo profondo non sarebbe un così grosso problema, in ogni caso il resto delle tue obbiezioni mi sembra abbastanza convincente per farmi guardare questo oggetto con maggiore sospetto. Il consiglio di un portaoculari da 2", invece, taglia direttamente la testa al proverbiale toro!
Grazie!

ritratto di gerlos

Re: Innanzitutto grazie per la

Di niente!
Capisci che comunque le mie sono considerazioni assolutamente generiche e di principio. Uno dovrebbe poi andare a considerare i vari casi specifici, con la consapevolezza, che vedo tu hai già, che comunque sarebbe un compromesso.

Ad esempio, io ti posso parlare dell'accoppiata Celestron C8 + riduttore di focale a f/ 6.3 progettato appositamente, che si avvita sulla culatta del telescopio (prima del portaoculari). Con oculari da 31,8 (non possiedo oculari da 50,8!), devo dire che questa accoppiata va bene, e non introduce aberrazioni o vignettatura apprezzabili da me nell'uso che ne faccio (visuale e riprese della luna con webcam). In questo modo io riduco la focale del mio strumento da 2000 a 1260, e per le mie esigenze, mi sta bene.

Onestamente, 38 euro mi sembrano un po' pochini per un accessorio del genere, hai letto per caso se è progettato per qualche uso specifico?
Comunque, visto il prezzo ridotto, penso che se sei curioso potresti permetterti di correre il rischio di provare... ma poi prometti che torni qui a raccontarci com'è andata, ok? Sono curioso...

ritratto di matic

Il riduttore di focale lo

Il riduttore di focale lo trovi sul sito che ho indicato più sopra, il nome dell'articolo è TS RED 051, basta cercare "focal reducer" nella pagina principale. Anche sul sito dicono chiaramente che l'uso principe è per l'astrofotografia ma può essere usato anche in visuale. Ne riporto gli scarni dati tecnici in inglese:

-- Reducing factor: 0.5x (depending on the projection distance)
-- max. distance to the camera sensor: approx. 55mm
-- 1.25" filter thread (M 28.5 x 0.6) - on both sides
-- Optical system: multi-coated doublet
-- Free aperture: 22.5mm

Se mai lo acquisterò non mancherò di darne un'opinione ma tieni presente che per ora sono nella fase di ricerca dello strumento che possa fare al caso mio (o meglio, che possa cavarsela meno peggio nelle circostanze nelle quali lo costringerei a lavorare) :)

ritratto di gino

oculare con estrazione pupillare

Salve ... chiedo se un oculare 5mm con estrazione pupillare per un telescopio nwtoniano 1000/114 , è veramente utile x una migliore osservazione e se si a scapito di cosa ? .... grazie tante

ritratto di gerlos

Re: oculare con estrazione pupillare

Non ho capito cosa intendi. 5 mm è la focale dell'oculare o l'estrazione pupillare? Che intendi con "una migliore osservazione"? Di che tipo di oculare stiamo parlando? È un ortoscopico? È un Plossl? È ...?
Forse hai scritto un po' troppo di fretta oppure hai le idee confuse (scusami, ma non ti consoco e non si capisce da quel che hai scritto).
Provo a indovinare e a dare qualche spiegazione in più, sperando di rispondere in qualche modo alla tua domanda.

Innanzi tutto, qualsiasi oculare ha estrazione pupillare. L'estrazione pupillare non è altro che la distanza dalla lente più esterna dell'oculare in cui dovresti mettere l'occhio per poter vedere l'immagine generata dal tuo strumento.
Chiaramente, se questa distanza è molto piccola o molto grande potrebbe essere scomodo osservare.
È molto più frequente il problema di una piccola estrazione pupillare che non quello di un'estrazione pupillare troppo grande. In questo caso, per esempio, questa distanza potrebbe essere tanto piccola che le tue ciglia finiscono sulla lente dell'oculare, sporcandolo.

D'altra parte, a molti piace usare oculari con estrazione pupillare molto lunga (ricordo: è una distanza!), così che sia facile osservare, anche con gli occhiali.

L'estrazione pupillare di solito dipende da due fattori: il disegno ottico dell'oculare e la focale dell'oculare. Di solito se la focale è più corta, anche l'estrazione pupillare è più corta (anche se questa variazione può avvenire in modo complicato).
Con qualche trucco, molti oculari di progetto moderno riescono a darti la stessa estrazione pupillare anche con oculari di focale diversa, cosa molto apprezzata dagli osservatori astigmatici, che sono costretti ad osservare con gli occhiali.

Se hai oculari ortoscopici, Plossl, Kellner o varianti di questi (super Plossl, MA, ...), l'estrazione pupillare diminuisce con il diminuire della focale dell'oculare.
Questo vuol dire in pratica che se hai un oculare Plossl da 25 mm e un oculare Plossl da 5 mm, quando osserverai con quest'ultimo dovrai avvicinare di più l'occhio all'oculare. Sta a te decidere se trovi comodo osservare con questo oculare o no. È un giudizio totalmente soggettivo.

Personalmente, trovo molto scomodo osservare con plossl o ortoscopici di focale più corta di 6 mm, finisco sempre per sporcare le lenti con le ciglia. Per questo, quando possibile, preferisco ottenere lo stesso ingrandimento usando un oculare con focale più lunga (e dunque con una maggiore estrazione pupillare) insieme a una buona lente di barlow. Sono i miei personalissimi gusti.

Questo per quel che riguarda l'estrazione pupillare. Ora mettiamo il tuo oculare da 5 mm sul tuo "114"...

Supponiamo che il tuo oculare sia un Plossl con barilotto da 31,8 mm, e perciò ti restituisca un campo apparente di 50°.
Usando quell'oculare con il tuo telescopio ottieni 200 ingrandimenti e un campo reale di 15 primi d'arco, circa la metà delle dimensioni apparenti della Luna.

In un campo visivo così piccolo non potrai naturalmente osservare ampi ammassi aperti o nebulose a emissione, e probabilmente lo userai per osservare i pianeti, dettagli lunari, qualche nebulosa planetaria o qualche ammasso globulare. Per questi scopi, se lo trovi comodo, quell'oculare farà bene il suo lavoro.

Se al contrario vuoi vedere ampi campi stellari, o nebulose estese, come la Grande Nebulosa di Orione, quell'oculare sarà inutile, perché ingrandirà troppo, e sarà come cercare di leggere il giornale con un micoscopio: non riesci a leggere le parole!
In questo caso è meglio usare un oculare a lunga focale (ad esempio un Plossl da 32 mm ti mostrerà oltre un grado e mezzo di cielo), e questo è l'argomento dell'articolo qui sopra. Con un oculare a lunga focale ingrandirai molto meno ma vedrai "più cielo" (il diametro del campo visivo sarà più di 6 volte più grande!).

Osservare con un oculare da 32 mm non è meglio o peggio che osservare con un oculare da 5 mm, semplicemente ci si vedono cose diverse. Così come un furgone non è meglio o peggio di una moto, servono a cose diverse e ci si fanno cose diverse.
Prova ad esempio ad osservaer la Luna o con le Pleiadi con un oculare a lunga focale (>20 mm) e poi con un oculare a corta focale (<10 mm) per rendertene conto.

Spero di averi risposto alla tua domanda!

ritratto di fabrizio

nuovo chiarimento

Sito veramente stupendo.Devi essere una persona nobile per condividere con altri quello che sai.Ti chiedo gentilmente di spiegarmi perchè nella seconda formula di questo articolo in cui si calcola la variabile d il valore ottenuto e' d e non d/2.
ciao e grazie

ritratto di gerlos

Re: nuovo chiarimento

Hai ragione, guardano la figura alfa è la metà del campo visivo, quindi nella formula ci doveva andare d/2.
Probabilmente sarebbe stato meglio chiamare alfa/2 l'angolo in figura. Che ne pensi?

In ogni caso, se chiamiamo alfa il campo visivo, ossia l'angolo tra le due stelle più distanti che riusciamo a vedere dentro lo strumento, e d il diametro del portaoculari, la formula finale è corretta ed è applicabile alla "vita reale".

Grazie per la segnalazione!

ritratto di fabrizio

risposta

sono d'accordo sulla nuova nomenclatura e ti ringrazio del fatto che prendi in considerazione le mie segnalazioni,ma continuo a non capire il motivo per cui non si deve raddoppiare il risultato della formula visto che una delle variabili al suo interno è stata dimezzata.grazie

ritratto di gerlos

Re: risposta

Chiaramente, dipende come chiamiamo le cose.
Come vedi, ho cambiato la figura e testo, ed ora figura, nomi e formula sono coerenti.

ritratto di gennaro

Plossl 40 mm

Ciao, complimenti per l'articolo e per il sito, però volevo fare alcune precisazioni, portando la mia esperienza.
Io ho un plossl da 40 mm , non ricordo la marca ma credo che sia TS, e contrariamente a quello che sostieni nell'articolo, è l'oculare che più mi soddisfa ed uso più spesso, perchè mi dà una visione del cielo molto ampia con qualsiasi telescopio guardi (C8 o rifr. 80mm). Ad esempio mi aiuta moltissimo nella ricerca degli oggetti, proprio per l'ampiezza del cielo che riesce a coprire.
Ha pochissimi difetti visivi, almeno guardandoci non me ne accorgo.
Invece, ho guardato anche in un Meade 40mm di un amico e dopo qualche attimo ho dovuto allontanarmi dall'oculare a causa delle visibilissime distorsioni visive, tra cui anche false immagini, presenti soprattutto ai lati. A me venivano le vertigini guardandoci dentro.
Eppure costava molto di più del mio.
Con questo volevo dirti che non tutti gli oculari sono uguali e non tutti quelli che costano di più poi rendono di più.
Il mio è molto economico, ma mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni.

ritratto di gerlos

Re: Plossl 40 mm

Sì, effettivamente un oculare Plossl da 40 mm da la visuale più ampia che puoi ottenere con qualsiasi telescopio con portaoculari da 31,8 (ripeto: NON dipende dal telescopio, ma solo dal porta oculari!), ma se hai letto con attenzione l'articolo, saprai già che lo stesso campo di vista reale lo puoi ottenere anche con un oculare Plossl da 32 mm, dunque in termini di campo di vista reale non hai nessun vantaggio rispetto ai Plossl da 32 mm.

Nell'articolo spiego perché c'è questo limite, e perché è preferibile un plossl da 32 a un plossl da 40: danno lo stesso campo reale, ma il primo ingrandisce di più e dà un fondo cielo più scuro, con un campo apparente più ampio e una pupilla d'uscita più piccola, che puoi sfruttare meglio. I limiti degli oculari da 40 mm non hanno nulla a che fare con la qualità ottica o con la marca: è semplicemente un problema geometrico, un limite imposto dal diametro del porta oculari.

Inoltre non faccio alcun confronto con altri marchi: sono contento che il tuo oculare TS Optics abbia un rapporto qualità/prezzo migliore dell'equivalente Meade, ma questo non toglie che entrambi gli oculari hanno un campo apparente di ~40°, contro gli oltre 50° dei normali Plossl.

Prova un oculare Plossl da 32 mm sul tuo telescopio, e ti accorgerai che vedrai la stessa quantità di cielo, ma in modo più gradevole, perché vedrai più dettagli con più contrasto!

ritratto di stefano

cosa cambiare

Io ho un telescopio dobson gso 250mm 1250f- Ora possiedo un 32mm da2" e 15e8mm da 1,25 della planetaryserie ED.cosa va ok,e cosa non va? cosa mi manca per avere una buona visione generale sia nel profondo che non?
GRAZIE

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