In questa immagine, un confronto visuale di come si può mettere a fuoco con diverse tecniche.
La prima colonna mostra una messa a fuoco senza nulla, ad obiettivo aperto, la seconda con il metodo della diffrazione, la terza con una maschera di Hartman a tre fori circolari, la quarta con una maschera di Hartman a tre fori triangolari, e l'ultima con la maschera di Bahtinov.
Ecco cosa si vede mettendo a fuoco con una maschera di Bahtinov davanti all'obiettivo.
Per approfondire:
http://gerlos.altervista.org/maschera-bahtinov-messa-fuoco-super-precisa
Chi mi segue da un po' sa già che la mia tecnica di messa a fuoco preferita finora è stata con una maschera di Hartman a tre fori triangolari, maschera che uso anche per collimare in modo rapido e preciso il mio telescopio.
Frequentando il forum Cloudy Nights ho però scoperto una soluzione per la messa a fuoco migliore e più semplice di qualsiasi altra tecnica che avessi mai provato, soluzione inventata dall'astrofilo russo Pavel Bahtinov. In questo articolo descrivo la tecnica e mostro alcune esperimenti che ne dimostrano il valore.
Un modello di maschera di Bahtinov per un telescopio da 203 mm di diametro e 2030 mm di focale, come il mio Celestron C8.
La maschera di Bahtinov permette una messa a fuoco estremamente precisa e rapida con ogni strumento.
Per approfondire:
http://gerlos.altervista.org/maschera-bahtinov-messa-fuoco-super-precisa
In questo intervento, presentato allo scorso Star Party delle Madonie 2009 di AstrofiliSiciliani.org, vengono descritte alcune tecniche di messa a fuoco tradizionalmente usate per le riprese con webcam, CCD o reflex DSLR al fuoco del telescopio.
La figura di diffrazione della stella Vega generata da una maschera di Bahtinov al fuoco del mio Celestron C8 su una webcam Philips SPC 900 NC.
Media di 700 frames con registax sotto wine in gnu/linux.
Per approfondire:
http://gerlos.altervista.org/maschera-bahtinov-messa-fuoco-super-precisa
Tutti concordano che la collimazione delle ottiche del proprio telescopio è molto importante, ma pochi la controllano e la curano frequentemente. Una maschera di Hartmann a 3 fori non è solo utile per agevolare la messa a fuoco del nostro strumento, ma ci può aiutare anche a collimare rapidamente e con precisione le ottiche.
Il metodo proposto in questo articolo si applica ai telescopi catadiottrici Schmidt-Cassegrain (SC) ed è iterativo: ci fa avvicinare all'allineamento migliore possibile per approssimazioni successive (non temete, converge rapidamente).
Come per ogni ripresa fotografica, in astrofotografia è fondamentale mettere a fuoco correttamente il nostro soggetto.
Tutti gli oggetti astronomici sono praticamente all'infinito e basta mettere a fuoco una volta per riprendere tutti i soggetti che vogliamo. Ma dall'altra parte ci sono delle complicazioni: l'uso di focali molto lunghe rende più evidente la turbolenza atmosferica e più critica la messa a fuoco. Inoltre, a parte poche eccezioni, i soggetti che riprendiamo sono poco luminosi.
In questo articolo vediamo alcune tecniche e alcuni trucchi per facilitare e migliorare la messa a fuoco in astrofotografia con CCD, webcam e digicam.
Una dimostrazione di come alcuni accorgimenti possano aiutare la messa a fuoco del nostro strumento.
Si punti una stella.
Prima riga: lasciando libera l'apertura dello strumento, si ottiene la messa a fuoco regolando la manopola fino a quando l'immagine della stella non sia la più piccola e la più nitida possibile. Normalmente non è facile trovare il fuoco in questo modo.
Uno schema per illustrare il modo in cui una maschera con due o più fori eccentrici posta davanti all'obiettivo del nostro telescopio possa agevolare la procedura di messa a fuoco.