Di tanto in tanto mi piace sfogliare casualmente i volumi de "La fisica di Feynman", giusto per rinfrescarmi la memoria su vari argomenti, stimolare la mia curiosità e divertirmi un po'.
Oggi sono capitato nel terzo capitolo, ed in una nota ho trovato alcune considerazioni che vorrei condividere con voi.
Il tema è il solito contrasto (che non c'è) denunciato da chi non è appassionato di scienza, che lamenta che la visione scientifica svuota di poesia le cose della Natura.
L'altra sera degli amici, pensando che dall'incontro sarebbero scoccate faville, mi hanno presentato un tipo che si è definito un appassionato di astrologia. La cosa mi ha fatto accendere una lampadina in testa: in tanti anni, anche facendo divulgazione di astronomia con il pubblico più variegato, non mi era mai capitato di incontrare una persona che si dichiarasse esplicitamente "appassionata di astrologia".
Una lista, ampiamente incompleta, di quel che mi piace. E a voi cosa piace?
mi piace camminare e sentire l'odore e il soffio del vento
mi piace cercare la direzione verso cui vanno le nuvole
mi piace sentire gli odori che vengono con loro
mi piace l'odore dell'erba e l'odore dei gelsomini
mi piace giocare con un cane e rotolarmi nell'erba bagnata
Recentemente ho visto a teatro una versione teatrale del romanzo di Ray Bradbury Fahrenheit 451, e mi è rimasto in testa un pensiero...
Come probabilmente sapete, Fahrenheit 451, insieme a "1984" di Orwell e a "Il Mondo Nuovo" di Huxley, è un romanzo di fantascienza che prefigura una distopìa, in cui la società e gli individui vengono tenuti in una condizione di stagnante stabilità da una deliberata e pervasiva manipolazione delle coscienze attraverso un totale controllo dell'informazione disponibile.
Gironzolando in Internet ho trovato questa bella citazione da "The Once and Future King" di T. H. White, che narra le avventure di Re Artù e dei suoi cavalieri ("Re in Eterno" il titolo italiano).
Eccola. È Mago Merlino che parla: